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Il meraviglioso Mondo dei Funghi


Craterellus cornucopioides1292Dagli ombrelli alle muffe, il mondo dei funghi contempla miriadi di forme stravaganti con un assortimento di colori da far invidia al più variopinto degli animali. Sono organismi molto particolari: inizialmente classificati insieme alle piante, solo nel 1817 sono stati elevati al rango di Regno (Fungi) ed ancora ora  vengono revisionati costantemente.

A cosa è dovuta questa insicurezza nella classificazione? 
I funghi presentano una struttura vegetativa organizzata in cellule filamentose dette ife (micelio). A differenza dei vegetali però, hanno la parete cellulare costituita prevalentemente da chitina e non da cellulosa.

Mycena sp. 1431
Questo polisaccaride, presente nell’ esoscheletro di tutti gli Artropodi, dona all’organismo fungino una resistenza maggiore alla degradazione dovuta ai fattori biologici e climatici. Inoltre a differenza delle piante, i funghi sono eterotrofi ovvero ricavano le sostanze nutritive da altri organismi, questo li pone ad occupare un ruolo importantissimo nell’ ecosistema (decompongono il materiale organico presente nel terreno).
Ma non tutti i funghi “mangiano” allo stesso modo, infatti troviamo tre categorie a seconda dello “stile nutritivo”: saprofiti, parassiti e simbionti.
Si definiscono saprofiti quei funghi che degradano sostanze non viventi di origine animale o vegetale in composti meno complessi.
Ompholatus olearia 5098Mentre i funghi parassiti sono quelli che si nutrono di organismi viventi fino a portarli alla morte. Esistono tantissime varietà di mico – parassiti, da quelli che attaccano le piante a quelli che uccidono e si nutrono di insetti, come il caso dei funghi appartenenti al genere Cordyceps. I Cordyceps, chiamati anche funghi killer, vivono nelle foreste tropicali, le spore vengono rilasciate in aria e non germinano finchè non riescono ad entrare in contatto con il proprio ospite come per esempio una formica. A questo punto incominciano ad impossessarsi del malcapitato uccidendolo dall’interno e prendendone il controllo. Il fungo riesce addirittura a prendere possesso del sistema nervoso e a guidare l’insetto fino ad una zona elevata, così, facendo eruttare il proprio corpo fruttifero dall’animale ha la possibilità di disperdere in modo più efficace le proprie spore, un fenomeno degno del più fantasioso film di fantascienza!
Infine i simbionti, a cui appartengono molte specie “mangerecce” , presentano un tipo di parassitismo controllato in cui una specie si avvantaggia dell'ospite e questi trae vantaggio dalla contaminazione col “parassita“; lo scambio è alla fine mutualistico. Ad esempio il fungo estrae zuccheri dalle radici della pianta ma per scambio chimico cede sali minerali, azoto potassio, fosforo (questi funghi vengono anche chiamati micorrizici).Encoelia furfuracea 1778
Ma ora vediamo come si formano i corpi fruttiferi e le spore. Il micelio dopo aver utilizzato il substrato nutritizio, incomincia a formare, in condizioni favorevoli, i corpi fruttiferi o carpofori. Questi non sono altro che delle ife unite strettamente che intrecciandosi formano quello che noi chiamiamo erroneamente fungo. Nel cappello del carpoforo sono portate le spore che si localizzano nella propria superficie lamellare o a tubuli. Le ultime ramificazioni delle ife producono cellule più corte che, unite fra loro in modo irregolare, formano il cosiddetto “subimenio”, uno strato sottile da cui si forma l’ “imenio”, che consiste di cellule terminali dalla forma caratteristica, da cui si formano le spore. A seconda di come sono portate le spore si possono individuare due gruppi di funghi: i basidiomiceti (spore a forma di clava detti “basidi”) e  gli ascomiceti (spore a forma di sacchi allungati detti “aschi”).

Tutte le spore dei funghi hanno bisogno di trovarsi in un ambiente sufficientemente umido per germinare. Per i funghi che crescono sul suolo è importante che lo strato di humus sia ben aerato, poiché anche il micelio deve respirare. Crepidotus epibryus 1968Un suolo particolarmente compatto porta l’acqua piovana a scorrere, dopo periodi di siccità, anzitutto superficialmente e ci vuole quindi del tempo perché essa penetri nel sottosuolo in modo che questa ne sia imbevuto. Capita così  che per settimane, anche se la stagione è adatta e le condizioni atmosferiche sembrano essere le migliori, si trovino pochi esemplari. Inoltre se soffia il vento costantemente i giovani carpofori possono seccare e quindi si arresta la crescita. Quindi le condizioni migliori per lo sviluppo dipendono dalla temperatura e umidità che devono essere costanti per un certo periodo, ma anche dal substrato. Per esempio nei boschi ricchi di muschi si trovano spesso svariate specie di funghi questo perché il muschio mantiene molto bene l’umidità.
I funghi sono spesso anche fonte di nutrimento per molti animali del bosco. Le lumache per esempio, non si fermano nemmeno davanti ad Amanita phalloides, pericolosissima per l’uomo! Ma anche alcuni insetti come mosche, zanzare e coleotteri sono frequenti visitatori di molte specie fungine. Inoltre mammiferi e uccelli oltre a cibarsene sono anche molto importanti per la dispersione delle spore, infatti dopo averne mangiato le carni “trasportano” le spore (indigeribili) disperdendole attraverso le proprie deiezioni.
Boletus aestivalis 0122

Infine, concludo questo breve articolo con una lista di regole che il buon senso impone quando si entra a contatto con l’affascinante mondo dei funghi!

  • Per la raccolta ed il trasporto dei funghi usare sempre un cesto bucato così le spore hanno la possibilità di disperdersi.
  • Non usare rastrelli durante la ricerca dei funghi, possono danneggiare le ife.
  • Non rompere il carpoforo dei funghi non commestibili anche loro hanno il diritto di riprodursi.
  • Non raccogliere esemplari troppo giovani, sia per permettere la dispersione delle spore sia perché in molte specie la determinazione allo stadio giovanile è complicata.
  • Attenersi alle leggi locali di regolamentazione sulla raccolta se ci sono.
  • Non raccogliere funghi che non si conoscono e soprattutto, se non si è esperti, far controllare i funghi raccolti al micologo della ASL più vicina.
  • In caso di avvelenamento andare sempre al pronto soccorso più vicino portandosi dietro i “resti” dei funghi cucinati se è possibile. In genere i sintomi a breve termine sono riconducibili a specie tossiche ma non mortali, mentre quelli a lungo termine (una settimana) a specie potenzialmente mortali.
  • Anche i funghi “buoni” vanno consumati con parsimonia perché a causa della loro struttura sono difficilmente digeribili dal nostro organismo.